Il Tirino nasce nel Parco Nazionale
d’Abruzzo esattamente a Capo d’Acqua.
Il TIRINO è considerato da molti critici uno dei più importanti
chalk-stream Italiani, che è in grado di competere con le
splendide risorgive Friulane.
La presenza a Bussi sul Tirino, di uno dei più imponenti allevamenti
di Trote d’Europa non né rovina affatto la sua integrità grazie
soprattutto alla sua acqua ricca di ossigeno, infatti, nonostante
questo il Tirino rimane incantevole e RICCO DI FARIO anche di grossa
taglia.
Parlare di Trote in Abruzzo significa
parlare di questo stupendo fiume, e grazie all’associazione A.I.L.P.S.
di Bussi sul Tirino, che lo rende famoso per la presenza di Trote
Fario "GIGANTI", e per l’enorme sforzo che fanno per far sentire il
pescatore appagato con gratificazione dei luoghi in cui si pesca,
infatti, torno a ripetere che è grazie a loro se abbiamo un fiume così
pulito e pescoso, dove non importa avere il cestino pieno ma rimanere
incantati dal fascino della natura e aver rispetto per i suoi
equilibri oggi così compromessi.
La presenza di Trote Fario di grossa
taglia e sicuramente da attribuire al fatto che questo fiume anni fa
era chiuso alla pesca e questo ha fatto modo che le trote si
riproducessero e crescessero in completa tranquillità.
Cinquemila litri ogni secondo, questa la
portata del fiume Tirino, tutti provenienti dal Gran Sasso,
dall’immenso sistema acquifero di Campo Imperatore che dopo un
percorso carsico di circa 25km tra le rocce calcaree delle montagne
che attraversa, fuoriesce da tre sorgenti, Capo d’Acqua, Presciano e
il Laghetto sotto Capestrano.
Dopo il traforo del Gran Sasso la portata del fiume è notevolmente
ridotta, fino agli attuali 5.000 litri, con la sorgente del Laghetto
quasi completamente disseccata, uno dei bracci del Tirino non da più
acqua. Resta vivo, per fortuna, l’altro braccio, quello di Capo
d’Acqua, che scorre lento e placido, trasparente come una piscina
verso valle. Il Tirino: un Fiume di montagna che si origina in
pianura, non è incredibile, è solo vero! Ce lo rilevano le
caratteristiche chimiche delle acque e la presenza di invertebrati
indicatori delle acque pure, come i Plecotteri del genere Ispera,
Dinocras, Nemoura e della rarissima ed "alpina" Crenobia, presente
solo in acque freddissime. Una massa d’acqua che scorre lenta in un
fondo popolato da vegetazione acquatica flottante, che mossa
dall’acqua fruscia come rami al vento. Ranuncoli d’acqua, basche,
ceratofolie una corona di salici bianchi e, soprattutto, cinerini, che
tanto caratterizzano il Tirino, poiché quasi scomparsi dai fiumi
Italiani. Sulle pendici dei monti ci sono: lecci, ornelli,
terebinti, bosso, ginepro rosso, essenze tipicamente mediterranee.
Così "corteggiato" il fiume scende a valle, alimenta mulini e irriga
le colture praticamente ai suoi lati, riceve mille vene laterali,
perché la valle del Tirino è una spugna piena d’acqua.
Questo è il Tirino. Rovelle, Arvicole che
si affacciano dai ciuffi di erba selle sponde, Aironi, Gallinelle
d’acqua e mille passeriformi nei canneti. Sulle sue rive viveva
tranquillamente la lontra. Ma il Tirino è soprattutto la TROTA FARIO
della varietà macrostigma, autoctona. Non molto tempo fa era anche il
fiume dei gamberi di cui, dopo la quasi totale scomparsa, ora si tenta
un ampio progetto di reimmissione e salvaguardia.
Questa splendida porta d’acqua solca
Bussi, con cui fa proprio "l’amore". Si perché il Tirino è di Bussi
come Bussi è del Tirino, sul Tirino, appunto.